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	<title>Petizione Pro Don Alfonso</title>
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	<description>Firma la pertizione a favore del ristorante Don Alfonso 1890</description>
	<pubDate>Thu, 21 May 2009 09:31:53 +0000</pubDate>
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		<title>Replica a con(tro) Vizzari</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 08:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gli Amici di Don Alfonso</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>Partendo dall’affermazione del sig. Vizzari riportata su <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/sms-della-vergogna/#comment-3871">dissapore.com</a> e continuando <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/passa-per-lo-scontro-enzo-vizzari-vs-gastrofanatici-20-la-nuova-critica-gastronomica/">questa discussione</a> &#8220;l’oggettività non esiste in un giudizio  &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong style="font-size:18px;line-height:30px;">Partendo dall’affermazione del sig. Vizzari riportata su <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/sms-della-vergogna/#comment-3871">dissapore.com</a></strong><strong style="font-size:18px;line-height:30px;"> e continuando <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/passa-per-lo-scontro-enzo-vizzari-vs-gastrofanatici-20-la-nuova-critica-gastronomica/">questa discussione</a> &#8220;l’oggettività non esiste in un giudizio  &#8230; Come diciamo al Grand Jury Européen du Vin: ‘un insieme di soggettività qualificate può costituire un inizio di oggettività’&#8221;</strong><br />
<span style="font-size: 18px;line-height:30px;"><br />
&#8220;Partendo da questo ottimo spunto come concilia questa bella teoria con quello che poi fa in pratica? Pare che quando formula valutazioni non tiene neppure conto delle  &#8220;soggettività qualificate&#8221; dei suoi più stretti collaboratori. L&#8217;articolo di Santa di Salvo (responsabile campana della Guida Espresso) attribuisce il massimo punteggio alla cucina, quello di G.Dente attribuisce un bel 18/20 (G.Dente all&#8217;epoca era il vice direttore della guida dei ristoranti d&#8217;Italia dell&#8217;Espresso)&#8221;.<br />
</span><strong><br />
<span style="font-size: 18px;line-height:30px;">Riporto gli articoli per completezza :</span></strong></p>
<p>__________________________________________</p>
<p><strong style="font-size:18px;">Articolo : &#8220;Il Paradiso non può attendere&#8221; di Santa di Salvo – Il Mattino 29 Giugno 2008</strong></p>
<p><a class="lightbox" title="ilmattino" href="http://www.petizionedonalfonso.com/wp-content/uploads/2009/05/ilmattino.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-372" title="ilmattino" src="http://www.petizionedonalfonso.com/wp-content/uploads/2009/05/ilmattino-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>W. Apple jr era un epicureo di classe. Prima di morire, nell’ottobre 2006, ci ha lasciato un testamento gastronomico che il New York Times ha pubblicato come summa di una vita da giornalista giramondo che amava i migliori ristoranti, “<strong>quelli che valgono il prezzo di un biglietto aereo</strong>”. Dei suoi dieci preferiti uno solo era in Italia : il Don Alfonso di S.Agata sui Due Golfi. Singolarmente nella traduzione italiana dell’articolo, la Repubblica optò per una selezione arbitraria dei dieci top: e Don Alfonso scomparve. Certo, nessuno a distanza potrà immaginare una stupida autocensura eppure resta il sospetto che di noi . Di noi del Sud – quasi in automatico si riesca molto più facilmente a parlare male che bene.<br />
Se l’argomento monnezza ispira (giustamente) indignati editoriali, aspettiamo ancora chi ci racconti con ugual vigore il Paradiso. <em><strong>Per esempio questo relais di sogno completamente rinnovato che Alfonso, Livia, Mario ed Ernesto Iaccarino hanno trasformato sontuosamente con quel pizzico di geniale follia che sa travolgere qualsiasi ostacolo</strong></em>. Dalle suites raffinate dai colori solari alla megacucina più bella del mondo, dove ciascuno di noi vorrebbe esibirsi almeno una volta nella vita: stupendamente divisa tra passato e futuro, tra ceramiche di Vietri e de grassatori, rituali antichi ai fornelli e celle frigorifere ipertecnologiche.<em><strong> Sedersi a tavola dalla famiglia Iaccarino, nella sala di un biancore luminoso, con morbidi tocchi di colore che declinano dal fucsia al glicine, è una esperienza magica</strong></em>.<em><strong> Quaranta dipendenti per cinquanta coperti</strong><strong>. Miracolo per equilibrio di sapori e commovente per cultura</strong></em> e un’accoglienza signorile e familiare al tempo stesso. I sapori di un tempo riaffiorano dalla memoria: l’olio della cultivar Nocellara, il burro artigianale, le uve biodinamiche, le verdure croccanti di Punta Campanella. Del magnifico menu resta indimenticabile il riso carnaroli alle spezie mediterranee, crostacei e spinaci selvatici. , perché ha il profumo di duemila anni di storia.  Uguale fascino sa sprigionare la cucina di Ernesto nei mezzi paccheri di Gragnano con favette , piselli, cipolle alici di Cetara e una spolverata di caciotta “pezzottella” e nei cappelli di pasta farciti di maialino nero con fonduta di parmigiano. <em><strong>Da Don Alfonso i sapori sono emozioni</strong></em>, perciò si spera che apra presto quel “laboratorio” annesso alla biblioteca dove esercitare la ricerca enograstronomica in diretta. Dalla pezzogna all’alloro al capretto lucano alle erbe, la degustazione scorre lasciando tracce durature nel paalto e nel ricordo. I dolci sono elegantissimi: dal concerto ai profumi e sapori di limone all’impressionismo di crema e zabaione al caffè, bello come un quadro cubista ma molto più saporito.</p>
<p>la responsabile campana della Guida Espresso, Santa di Salvo</p>
<p>__________________________________________</p>
<p><strong style="font-size:18px;">Articolo : &#8220;Don Alfonso un piacere lungo 117 anni&#8221; di Giacomo A. Dente – Il Messaggero 2 Ottobre 2007</strong></p>
<p><strong style="font-size:18px;"><a class="lightbox" title="ilmessaggero" href="http://www.petizionedonalfonso.com/wp-content/uploads/2009/05/ilmessaggero.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-371" title="ilmessaggero" src="http://www.petizionedonalfonso.com/wp-content/uploads/2009/05/ilmessaggero-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong>Ci sono delle storie che sono davvero belle da raccontare. In questo caso parliamo del Sud, di famiglie, di passioni che attraversano le generazioni!, di scommesse giocate con tenacia contro ogni ostacolo. La famiglia è quella Iaccarino, ovvero di color che hanno saputo sdoganare la cucina napoletana da ciarpami e folklore e farne – anche al di fuori delle case- un grande soggetto di alta gastronomia a livello internazionale. <em><strong>Si deve ad Alfonso con la moglie Livia un lavor insostituibile approfondimento dei sapori delle radici, oltre che di pensata costruzione di nuove presentazioni, nuovi accostamenti, nuovi equilibri.</strong></em> Senza mai tradire le radici, però. Una storia che ha reso un bel paese, S.Agata sui due Golfi, celebre anche in angoli di mondo legittimati a ignorarne l’esistenza, grazie al fatto di essere il paese del Don Alfonso, vale a dire un locale da anni inserito nelle “top ten” dei gourmet giramondo. Don Alfonso dal 1890 recita l’insegna: sarebbe stato quindi un peccato che questa storia non continuasse anche nel XXI secolo con nuova linfa. Un pericolo scongiurato perché la nuova generazione ha portato grande qualità nella continuità. Mario si occupa di numeri e di ospitalità con un tocco di generosa eleganza, mentre in cucina Ernesto esprime una vitalità che si traduce in piatti di grande energia e di tecnica e palato generosi. Un innesto, a fianco di Alfonso, che ha visto in questi ultimi tempi anche una totale ristrutturazione del locale negli spazi, nelle camere, oltre che in una cucina immensa ed elegantissima, che unisce le classiche maioliche locali con tecnologia avveniristica.<br />
<em><strong>Una armonia che esce potente da piatti di solare equilibrio come il gazpacho di pomodori San Marzano (sublimi) con montata di basilico e scampi appena scottai, oppure nel gioco di contrasti che esprimono il pollo di campagna con purea di sedano riduzione di aceto balsamico e arance amare.</strong></em> <strong>Altro piccolo capolavoro da provare sono i cappelli di pasta (pasta ricca, come per le feste) farciti di maiale nero con fonduta di parmigiano, mentre una emulsione di barbabietole rende stuzzicante un fritto di gamberetti e calamaretti con alghe e ortaggi.</strong> A tutto si aggiunge la forza di prodotti che sono orto, mare, natura senza compromessi, una carta dei vini aperta ad ogni tentazione e un servizio professionalissimo e sorridente. <em><strong>Davvero un Sud della qualità e dell’intrapresa che fa onore all’Italia che cucina e non solo.</strong></em><br />
__________________________________________</p>
<p><strong style="font-size:18px;">Cosa ne pensate di queste soggettività?</strong></p>
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		<title>Le domande ad Enzo Vizzari senza risposta - Sintesi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 11:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gli Amici di Don Alfonso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Vediamo se riusciamo a fare chiarezza.</p>
<p>Girovagando nei vari food-blog ho trovato alcuni post interessanti che vi riporto:</p>
<p><a class="url" rel="external nofollow" &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vediamo se riusciamo a fare chiarezza.</p>
<p>Girovagando nei vari food-blog ho trovato alcuni post interessanti che vi riporto:</p>
<p><a class="url" rel="external nofollow" href="http://www.saltexpo.com/"><strong><em>Fabio Fassone</em></strong></a><strong><em> <span class="says">scrive su <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/sms-della-vergogna/#comment-3638">dissapore.com </a> il </span> 14 maggio 2009 alle 23:31 </em></strong></p>
<p>&#8220;Gentile Signor Vizzari, io da appassionato la leggo da tempo e non le nascondo che la sua guida ha rappresentato per me un punto importante di riferimento. Sia quando dovevo scegliere, sia quando - più avanti - sceglievo di testa mia e poi andavo a leggere cosa pensava lei del tal ristorante, confrontandomi indirettamente. Mi piacerebbe ora un confronto più diretto e colgo l’occasione idi questa sede. Mi piacerebbe che lei approfondisse il concetto di “soggettività” del critico. Prendo ad esempio il tema de “uno dei dieci migliori ristoranti al mondo”, affermazione che non è farina del sacco della Sig.ra Livia ma è una citazione da un articolo del New York Times a firma di uno dei più importanti critici enogastronomici americani e - credo lo si possa affermare - figura rilevante a livello internazionale. Dico questo perchè, indipendentemente dalla mia opinione sugli Iaccarino, trovo che il parere della guida che lei dirige, confrontato con l’affermazione di Apple jr. (il critico USA) crei un delta/gap su cui, francamente, sarebbe interessante si concentrassero gli approfondimenti e le discussioni. Perchè due pareri così diversi? Cosa ne pensa lei, indipendentemente dal fattore “degustibus”? Come può e deve essere “governata” la soggettività di un palato che, nel momento in cui “giudica” un ristorante interviene, indirettamente, sul fatturato dello stesso e dunque ne determina il business. Mi ricordo, ed è chiaramente un esempio estremo questo, lo sfogo di Igles Corelli quando il Gambero non lo inserì in guida per motivi legati al fatto, credo, che era un docente delle scuole del GR stesso. Bene, disse che il non esserci - in guida - gli stava causando danni per diverse centinaia di mila euro. Come viene affrontato e gestito da chi scrive questo “intrinseco potere”? Se vorrà approfondire questi argomenti sono certo che sarà un contributo importante a tutto quanto di molto noioso e scontato sta succedendo in questi ultimi 20 giorni. Grazie.&#8221;</p>
<p><strong><em>Sintetizzo : </em></strong><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><strong><em>Fassone chiede di spiegare il gap tra il punteggio del New York Times e quello espresso da Vizzari sulla sua guida..</em></strong> </span> <span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">________________________________________________________________________</span></p>
<p><strong><em>francesca ruocco </em></strong><strong><em><span class="says">scrive su <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/sms-della-vergogna/#comment-3943">disapore.com</a> il </span> 19 maggio 2009 alle 02:54 </em></strong></p>
<p>&#8220;Sono d’accordissimo con barbaresi: vizzari cerca a tutti i costi di difendere una situazione oggettivamente indifendibile. Il tutto va a discapito della credibilità della sua guida.  Aspettavamo con ansia la risposta di Vizzari, attendevamo che ci illuminasse, ma pare che la sua guida si basi sull’insieme delle soggettività sue e dei suoi collaboratori. quindi deduco che non esiste alcuna scheda di valutazione, base prima ed elementare di qualcunque metodo che voglia essere un minimo condivisibile.  tuttavia qualcosa è saltato fuori, riassumiamo:  1) vizzari ha chiaramente ammesso di conoscere Bernardi.  2) Vizzari ci conferma gli insulti “affettuosi” a Rocco Iannone.  in virtù di queste rivelazioni e delle gentili concessioni di notizie fatte dagli amici che hanno chiacchierato su questo blog, si potrebbe pensare di girare un bel film dal titolo “L’ SMS DELLA VERGOGNA”, farlo scheneggiare da VIZZARI e affidare la regia a BERNARDI.  il ruolo principale, quello del critico gastronomico, potrebbe essere ad immagine e somiglianza di enzo vizzari: un professionista al limite, con la propensione a clamorosi autogol e alla poca oggettività (vedi gap tra i suoi punteggi e quelli ad esempio del NY Times, o - ancora peggio - tra i suoi e quelle del suo vice direttore); con la tendenza a rischiare coinvolgimenti in pseudo-conflitti d’interesse ( vedi intervento di cambi), con manie di esagerazione ( ha trasformato un sms mandato a degli amici, in una questione di stato! ), un tantino litigioso e sicuramente double face ( sviolinate in pubblico e coltellate alle spalle!).  bisogna trovare un bravo attore, non è un personaggio facile da interpretare!!  Ma torniamo alla risposta del signor VIzzari, che filosofeggia banalmente sul concetto di soggettività. grazie per la spiegazione, ma tutti abbiamo in casa un dizionario di italiano!  Mio Caro direttore, la questine non è spiegare la soggettività, ma dare una risposta -che non ha dato- sul METODO con cui i suoi ispettori formulano giudizi sui ristoranti, in giro per l’Italia. Anche IN UN CONCORSO DI CUCINA IN UNA SAGRA DI PAESE C’E’ UNO STRACCIO DI SCHEDA DI VALUTAZIONE (ES. DESIGN DEL PIATTO, ESECUZIONE COTTURE, CREATIVITA’, ETC…) !!!! Come nel mondo dei vini, daltronde! Vede io non discuto la soggettività, che è inevitabile e, se in buona fede, si accetta, ma metto l’accento su come “vengono fuori” I NUMERI che lei assegna.  IN CONCLUSIONE, VOLEVAMO SEMPLICEMENTE SAPERE QUALI SONO I SUOI CRITERI. PERCHè SE NON C’è UN MODELLO UNICO PER TUTTI I SUOI ISPETTORI, MI SPIEGA COME FATE A FORMULARE UN GIUDIZIO OMOGENEO VALIDO E RAPPRESENTATIVO PER TUTTI I RISTORANTI CHE VALUATE, DA NORD A SUD?  E’ QUESTO IL PUNTO. LEI CI DEVE DIMOSTRARE CHE HA UN METODO OMOGENEO PER TUTTI. ALTRIMENTI NON SOLO IL PUNTEGGIO DATO AL DON ALFONSO E’ IN DISCUSSIONE, MA LO E’ TUTTO IL SUO OPERATO.  AVERE UNA SUA RISPOSTA ESAUSTIVA, RASSICUREREBBE, NON SOLO ME, MA ANCHE FASSONE, FRANCESCO e BARBARESI.  FELICE NOTTE, francesca&#8221;</p>
<p><strong><em>Sintetizzo : </em></strong><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><strong><em>Francesca chiede di esporre il metodo con cui il Sig. Vizzari effettua le sue valutazioni sulla cucina dei ristoranti recensiti sulla sua guida. Insinua il dubbio che non esistano le schede tecniche di valutazione dei ristoranti  e nello specifico del ristorante Don Alfonso.</em></strong></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><strong><em>______________________________________________________________________________</em></strong></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><strong><em>Francesco scrive su <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/sms-della-vergogna/#comment-3896">dissapore.com </a>il 18 maggio 2009 alle 12:45</em></strong></span></p>
<p><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><strong><em>&#8220;</em></strong></span>Vediamo se essendo schematici riusciamo ad avere qualche risposta :</p>
<p>Puntata del 12/05/09 di striscia la notizia :<br />
Enzo Vizzari dice :<br />
“E’  scritto a caratteri CUBITALI sulla guida che il voto riguarda la  cucina”<br />
(http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoll.shtml?2009/05/C_35_video_9360_GroupVideo_filevideo.wmv)</p>
<p>Blog dissapore 18/05/09<br />
Enzo Vizzari scrive :<br />
Punto 5) “Esausto, lo  ripeto per l’ultima volta: è falso che la Guida tenga conto soltanto della  cucina.”</p>
<p>Prima domanda : Mi fa, personalmente, capire cosa giudica quando vai in un  ristorante,io ancora non l’ho capito?</p>
<p>Tra gli argomenti seri al punto 1 leggo :<br />
Enzo Vizzari scrive :<br />
“E  tutto ciò è stato rilevato non soltanto da me, ma anche dai miei  colleghi-collaboratori, con i quali tengo aperto un confronto continuo.”</p>
<p>Seconda domanda : Mi dice chi sono questi sui colleghi-collaboratori?<br />
Tra  i suoi colleghi c’è anche un certo Apple Jr.?<br />
Tra i suoi collaboratori c’è  per caso anche il suo vice-direttore?<br />
Qualcuno le faceva notare di un  articolo di G.Dente (dovrebbe conoscerlo) e di un punteggio per Don Alfonso di  18/20.<br />
(Non mi sembra si confronti tanto con i suoi collaboratori o con  quelli del suo ambiente)</p>
<p>Blog dissapore 18/05/09<br />
Enzo Vizzafri scrive :<br />
“chiunque lavori davanti  a un pubblico “che paga”, ha il dovere di accettare le critiche, anche e  soprattutto quelle negative. E’ penoso, anzi grottesco, l’atteggiamento di chi  accetta…solo giudizi positivi.”</p>
<p>Qui nessuna domanda, ma anche lei è pagato e deve accettare le critiche e non  definire penosi, faziosi gli altri.&#8221;</p>
<p><em><strong>Sintetizzo : Francesco vorrebbe sapere cosa viene giudicato in un ristorante, se la cucina o altro. A quanto pare non riesce a capirlo. E tira in ballo un certo G.Dente.</strong></em></p>
<p><em><strong>Se qualcuno volesse segnalare un post interessante lo faccia utilizzando l&#8217;indirizzo info@petizionedonalfonso.com, fornendo indirizzo e nome del &#8220;postante&#8221;.<br />
</strong></em></p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
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		<title>La questione della diffida ancora ad oggi senza risposta.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 09:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gli Amici di Don Alfonso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<category><![CDATA[don alfonso petizione]]></category>

		<category><![CDATA[Enzo Vizzari]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Alla nostra diffida a non essere più recensiti nelle future edizioni della “Guida dei Ristoranti d’Italia” edita dal Gruppo Editoriale &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alla nostra diffida</strong> a non essere più recensiti nelle future edizioni della “Guida dei Ristoranti d’Italia” edita dal Gruppo Editoriale L’Espresso, e ricevuta dallo stesso gruppo il 5 maggio 2009, <strong>ad oggi, non abbiamo ancora ricevuto risposta</strong>. Questi in sintesi i due punti sollevati dai ns legali:</p>
<p><strong>NON CONDIVIDIAMO AFFATTO LA SCELTA EDITORIALE DI ENZO VIZZARI</strong><br />
La sua guida attribuisce punteggio solo alla “cucina”, trascurando del tutto l’ambiente, il servizio ed i vini. Vogliamo essere chiarissimi su questo punto, <strong>anche per noi la cucina è tutto</strong>. E’ come un motore per una macchina di Formula uno. Però, per essere competitivi in pista, il solo motore non basta. Serve una grande aerodinamica, un grande telaio, un impianto frenante super efficace, una super squadra alla progettazione e ai box. E’ una combinazione di fattori che permette di vincere, sia in Formula Uno, sia la “gara” che si svolge nell’alta ristorazione. La Guida dell’Espresso valuta solo il motore e questa sua logica potrebbe portare inevitabilmente la grande ristorazione ai tempi del dopoguerra, negando al ristoratore la capacità di essere cresciuto in missione e visione, di aver fatto investimenti e di aver creduto che, in tempi moderni, un ristorante non debba solo “nutrire”, ma anche essere formula completa per “ristorare”. Pensare ad una classifica dei ristoranti che non si occupa anche dell’aspetto legato al vivere un’esperienza sì gustativa ma anche legata al concetto di ospitalità, per noi francamente è obsoleto quanto fuori tempo. Una guida che si limita nel suo giudizio non dovrebbe intitolarsi Guida Ristoranti, ma più appropriatamente “Guida delle Cucine”. In tutto il mondo, oggi come oggi, i clienti in un grande ristorante pretendono anche una grande carta dei vini, un servizio eccellente, un design importante legato alla qualità degli spazi e della mise en place.</p>
<p><strong>SUI POSSIBILI CONFLITTI DI INTERESSI</strong><br />
Nella nostra opinione, non è opportuno che uno stesso soggetto – Enzo Vizzari – già Curatore della Guida dei “Ristoranti d’Italia” e della Guida “Alberghi e Ristoranti d’Italia”, sia allo tempo anche Direttore Editoriale della “Guida dei Vini d’Italia”, tutte edite dal medesimo Gruppo Editoriale (“L’Espresso”).<br />
E non pensiamo sia opportuno – anche alla luce delle polemiche fin qui avute in questi giorni – che fra gli sponsor delle guide dei ristoranti siano presenti molti produttori di vino.<br />
Pensiamo che sarebbe elementare norma di buon senso, evitare che a sponsorizzare e finanziare le Guide eno-gastronomiche siano le stesse aziende recensite. Non ci si può poi lamentare della perdita di credibilità delle guide se si danno al pubblico messaggi di questo tipo.</p>
<p>Testo inviatoci dalla famiglia Iaccarino titolare del ristorante Don Alfonso 1890 e pubblicato integralmente</p>
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		<item>
		<title>Non siamo assolutamente d&#8217;accordo con le personali opinioni del sig. Enzo Vizzari.</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 19:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gli Amici di Don Alfonso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<category><![CDATA[don alfonso petizione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nell’ ultima intervista ad Enzo Vizzari a Striscia la notizia, gli abbiamo sentito dire che la cucina del Don Alfonso &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ ultima intervista ad Enzo Vizzari a Striscia la notizia, gli abbiamo sentito dire che la cucina del Don Alfonso non è all’altezza di tutto il contesto. <strong>Bene, per noi è assolutamente vero il contrario</strong>. Di fronte ad una affermazione del genere potremmo stare a discutere 100 anni, perché materia tanto soggettiva. Ora in qualsiasi disputa tra due persone soltanto le terze parti possono dare un contributo utile a chiarire le idee. E noi, non essendo editori e né giornalisti , possiamo solo controbattere con i fatti, poi sarà il lettore a farsi la propria opinione.<br />
<strong>Veniamo alle altre guide italiane nel 2009</strong>:<br />
Miglior ristorante d’Italia per la guida BMW<br />
Miglior ristorante d’Italia per la guida Quattroruote<br />
Al Top per la guida del Gambero Rosso<br />
Nei primissimi posti per la guida Michelin</p>
<p><strong>La stampa internazionale in questi ultimissimi anni ci ha più volte inseriti nelle classifiche dei 10 migliori ristoranti del mondo, per fare qualche nome:</strong><br />
NEW YORK TIMES (riportatoper completezza in calce a questo articolo)<br />
HERALD TRIBUNE<br />
DELICE</p>
<p><strong>E poi ci sono i risultati economici, da 10 anni siamo a S.Agata in crescita, anche in questi anni di crisi!</strong></p>
<p><strong>Ancora, oggi siamo presenti come ristorante in 8 tra le location più prestigiose del Pianeta e ci chiamano per avere i nostri servizi di consulenza i gruppi imprenditoriali più prestigiosi del mondo</strong>: non pensiamo che ci chiamino perché siamo simpatici.</p>
<p>Il pericolo di ogni guida dei ristoranti è la soggettività ed  il rischio di  diventare uno strumento autoreferenziale, piuttosto che un aiuto a chi deve scegliere dove andare a mangiare. Ecco ora, a nostro modesto parere, la “sua” guida è diventata solo strumento di esercizio di un potere massimamente soggettivo ,  perché di fatto, per scelta editoriale, dalla valutazione del punteggio di un ristorante è stato eliminato qualsiasi riferimento ad elementi oggettivi.<br />
Scusateci per questa polemica, ma dopo 40 anni di lavoro abbiamo ritenuto opportuno informare  per fare chiarezza e prendere pubblicamente le distanze dall’operato, che non condividiamo affatto, del curatore della Guida i Ristoranti d’Italia, edita dal gruppo l’Espresso.</p>
<p>Testo inviatoci dalla famiglia Iaccarino titolare del ristorante Don Alfonso 1890 e pubblicato integralmente.</p>
<p>_________________________________________</p>
<p><em><strong>Articolo : &#8220;An Epicurean Pilgrimage: Meals Worth the Price of a Plane Ticket&#8221; di Apple jr. – New York Times 2006</strong></em></p>
<p>AFTER half a century of assiduous eating in restaurants around the world, first avocationally and more recently professionally, I have become accustomed to certain questions: “What&#8217;s your favorite restaurant?” “What will you order for your last meal on earth?” “Which is best — French cuisine? Italian? Chinese?” All unanswerable, of course. Now comes a more modest proposition: Name 10 restaurants abroad that would be worth boarding a plane to visit, even in these fraught days.</p>
<p>O.K. Here&#8217;s my list. Please note, this is neither an enumeration of my favorites (though some of those are included) nor a ranking of the world&#8217;s best (like those fatuous lists put out each year by Restaurant magazine in London). Rather than reciting a long list of two- and three-star gastronomic temples, I have chosen purlieus both grand and small, better to reflect my own eating habits. And rather than loading up my list with French and Italian addresses, I have arbitrarily restricted my choices to one per country, for much the same reason. I would expect no one else to choose the same 10, but on the other hand, I would be astonished if many of my nominations disappointed.<br />
….</p>
<p>SANT&#8217;AGATA SUI DUE GOLFI, ITALY Don Alfonso 1890, corso Sant&#8217;Agata 11; (39-081) 878-0026; www.donalfonso.com.</p>
<p>Americans of my vintage (b. 1934), weaned on the red-tablecloth food of the Italian south, were later taught that it was uncool, compared with the blander specialties of Milan and Venice. But we were also taught that in Italian cooking, the quality of ingredients is everything, and it is the south — the Mezzogiorno — that produces the juiciest fruits, the briniest clams and tuna, the best buffalo-milk mozzarella cheese, and the world&#8217;s most sumptuous tomatoes, known as San Marzanos and raised near Mount Vesuvius, just south of Naples.</p>
<p>Alfonso and Livia Iaccarino (she of the zippy white patent-leather boots) grow herbs, lemons and peaches, artichokes and eggplants and, of course, prize tomatoes, plus the olives for their own tangy, fruity oil, in a sun-kissed garden facing the Isle of Capri near their restaurant on the Sorrento peninsula. In their lovely pastel dining room, they serve fresh, understated, unmistakably Italian food in great profusion — ravioli with caciotta (a sheep&#8217;s milk cheese), wild marjoram, barely heated chopped tomatoes and basil; rolls of baby sirloin filled with raisins, pine nuts, parsley and garlic, atop a ragout of wild endive; rabbit simply but exquisitely grilled with herbs; squid and baby octopus of a very high caliber. The tufa cellar, first excavated by the Etruscans, is stocked with wines from all around the world.<br />
……<br />
Raymond Walter Apple, Jr. (November 20, 1934 – October 4, 2006), known to all as &#8220;Johnny&#8221;, but bylined as R.W. Apple Jr, was an associate editor at The New York Times, where he wrote on a variety of subjects, most notably politics, travel, and food.</p>
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		<title>Perchè dopo 40 anni di attività abbiamo deciso di intervenire pubblicamente</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 19:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gli Amici di Don Alfonso</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E’ da circa 40 anni che facciamo i ristoratori a tempo pieno</strong>, da quattro generazioni gli albergatori. Nel corso della nostra vita professionale abbiamo avuto consensi dalla critica gastronomica così come valutazioni meno lusinghiere. La nostra storia ci da atto che in passato non ci siamo mai permessi di contestare un giudizio ed abbiamo sempre rispettato il lavoro di chi ci ha giudicato. Oggi potremmo fare lo stesso, perché siamo convinti che non c’è parola più forte di quella non detta. L’Italia gastronomica, però, ha bisogno di mettere al centro del dibattito la questione dell’etica professionale dell’intero sistema, sia dei cuochi che dei critici, per ripartire con più slancio ed entusiasmo di prima. Diversamente sarà l’intero sistema a perdere. Chi va per ristoranti di ambizione, ed ha i soldi per farlo, sa dove deve andare a mangiare. Per chi diversamente consulta le guide, se quest’ultime non premiano il merito, il risultato sarà che il nuovo potenziale cliente, il ragazzo ventenne appassionato che va per la prima volta in un ristorante importante, rischia la delusione e lo perderanno tutti quelli che fanno veramente qualità. Abbiamo deciso di promuovere questa nostra pacata ma ferma protesta,<strong> CONDIVIDENDOLA con tutte le persone che ci amano</strong>. Vogliamo contarci, vogliamo capire in quanti siamo. C’è un mare di gente che non condivide affatto i  criteri e le valutazioni del Sig. Vizzari, ed in questi anni ce l’ ha dimostrato con i fatti. E noi con i fatti vogliamo rispondere, come siamo abituati a fare da sempre:mettendoci la faccia, anche pubblicamente!</p>
<p>Molti cari amici in questi giorni di polemiche ci hanno sconsigliato di intervenire, di dire anche noi la nostra, ma a questi cari amici vogliamo ricordare che quarant’anni fa in molti ci dicevano che eravamo pazzi a provare a fare un grande ristorante in questo paesino, ecco la “follia”. Non possiamo non seguire il cuore nelle nostre scelte, se avessimo fatto i “ragionieri” probabilmente non sarebbe esistito neppure il Don Alfonso. Oggi sentiamo di nuovo la necessità di metterci fortemente in gioco, perché se non lo facessimo rinnegheremmo noi stessi ed il nostro DNA…Vogliamo solo rassicurarvi che il tempo per le polemiche lo sottraiamo solo al nostro sonno, non al nostro lavoro ed ai nostri clienti che amiamo da sempre .</p>
<p>Testo inviatoci dalla famiglia Iaccarino titolare del ristorante Don Alfonso 1890 e pubblicato integralmente</p>
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		<title>Don Alfonso - Striscia la Notizia</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 21:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gli Amici di Don Alfonso</dc:creator>
		
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<p>Max Laudadio : Oggi siamo in compagnia della sig.ra Livia Iaccarino proprietaria di uno dei 10 ristoranti migliori al mondo &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Striscia la Notizia - Don Alfonso " src="http://www.petizionedonalfonso.com/wp-content/uploads/2009/05/striscia_lungo.jpg" alt="" width="300" height="111" /></p>
<p><strong>Max Laudadio : </strong>Oggi siamo in compagnia della sig.ra Livia Iaccarino proprietaria di uno dei 10 ristoranti migliori al mondo giudicato così dal New York Times “Il Don Alfonso”<br />
Questa polemica che sta coinvolgendo tutti i grandi chef e i grandi ristoranti.</p>
<p><strong>Max Laudadio : Lei che cosa pensa delle Guide?</strong><br />
<strong>Livia Iaccarino :</strong> Io penso che le guide siano un ottimo strumento per poter indirizzare un consumatore, è un ottimo strumento pubblicitario per un ristoratore nonché un ottimo strumento di lavoro anche per un editore .</p>
<p><strong>Max Laudadio : Che problema avete avuto voi con alcune  guide ?</strong><br />
<strong>Livia Iaccarino :</strong> Noi con le altre guide ci trattano tutte molto bene oggi proprio è partita una diffida per la guida &#8216;I Ristoranti d’Italia&#8217; edita dal gruppo l’Espresso il curatore Enzo Vizzari perché noi non ci ritroviamo con i suoi criteri di giudizio.</p>
<p><strong>Max Laudadio : Cioè voi non vi volete far più giudicare da questa guida?</strong><br />
<strong>Livia Iaccarino :</strong> Noi non vogliamo più esserci. Vogliamo essere tirati fuori da questa guida, finchè non c’è chiarezza e trasparenza sui giudizi. Nel caso di Enzo Vizzari lui giudica solo la cucina ma ristorazione significa ristorare, significa dar da mangiare, dar da bere, far star bene bene , donare relax e quando tutto questo non viene valutato  noi non vogliamo esserci vuol dire che il giudizio manca di qualcosa. Ci sono dei criteri non giusti per scrivere fuori dalla guida “I ristoranti d’Italia” bisognerebbe scrivere fuori dalla guida, secondo i suoi canoni che scrive in prefazione “io giudico solo la cucina”, allora deve fare una guida “Le cucine d’Italia”  allora io ci sto bene.</p>
<p><strong>Max Laudadio : Nella guida dell’Espresso allora invece in che posizione siete ?</strong><br />
<strong>Livia Iaccarino :</strong> Nella guida dell’Espresso siamo in 41° posizione</p>
<p><strong>Max Laudadio : Allora da voi si mangia male?</strong><br />
<strong>Livia Iaccarino :</strong> Per la guida BMW siamo il ristorante dell’anno 2009<br />
Per la guida “Quattro ruote” ci tiene il primo ristorante d’Italia.<br />
Tutte le altre guide ci collocano tra i top ten  e lui …</p>
<p><strong>Max Laudadio : Perché?</strong><br />
<strong>Livia Iaccarino :</strong> Questo non lo so, sono criteri diversi ….</p>
<p><strong>Max Laudadio : Grandi chef che sono stati prima esaltati e poi schiacciati da queste guide, viene in mente qualcuno ?</strong><br />
<strong>Livia Iaccarino :</strong> A me dispiace molto per Gualtiero Marchesi, per come è stato trattato, è stato messo proprio in un angolo, e questo è molto brutto, perché non è di esempio. L’immagine della grande ristorazione italiana all’estero viene svilita. Gualtiero Marchesi doveva essere difeso da tutti e soprattutto dal giornalismo eno-gastronomico, doveva fare scudo vicino a lui</p>
<p><strong>Max Laudadio : Il grandissimo chef Santi Santi Maria ha detto  “che questi critici vivono con un continuo conflitto di interesse” ..</strong><br />
<strong>Livia Iaccarino :</strong> Per un gruppo come quello dell’Espresso che mette nelle mani del sig.re Vizzari le  guide importanti del suo gruppo quali sono i “Ristoranti d’Italia”, e non la chiama  “Cucine d’Italia” perché sono le cucine di Enzo Vizzari e allora gia c’è un grosso problema,  “I Ristoranti Alberghi d’Italia” e i “Vini d’Italia” del quale è direttore editoriale &#8230; Per un’ etica professionale questo non dovrebbe avvenire.</p>
<p><strong>Max Laudadio : Gestisce tre guide che non dovrebbero ….</strong><br />
<strong>Livia Iaccarino :</strong> E poi gli sponsor che finanziano una guida finanziano anche l’altra  .. ma il paniere è sempre quello, sono criteri che andrebbero cambiati e quando ci sarà trasparenza dei giudizi noi saremo felice di esserci. Vede  questo è il motivo per cui non vogliamo più esserci, perché il giudizio non è trasparente … Guardi quando escono le guide sia della cucina che della sala i giovani di 20 25 anni mi dicono sig.ra  vogliamo aprire un grande ristorante cosa dobbiamo fare? Dove dobbiamo andare? Noi non capiamo più niente. I giovani non sanno più dove andare. Di questo passo tra 10 anni ci troveremo come 40 anni fa. Ci fermeremo fuori ad un ristorante dove ci sono i camion per mangiare un buon piatto di pasta.</p>
<p><em><strong>Ecco il video</strong></em><br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EuFfYzSgq0Q&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/EuFfYzSgq0Q&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=EuFfYzSgq0Q"><br />
</a></p>
<p style="text-align: center;">Testo tratto integralmente dall&#8217;intervista rilasciata dalla sig.ra Livia Iaccarino alla trasmissione &#8220;Striscia La Notizia&#8221; del 04/05/09</p>
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		<title>Don Alfonso  - Guida BMW 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 10:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gli Amici di Don Alfonso</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="Guida BMW 2009" href="http://www.petizionedonalfonso.com/wp-content/uploads/2009/05/guidabmw.jpg"></a>A novembre in libreria al prezzo di copertina di 20 euro. Il Don Alfonso 1890 &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="Guida BMW 2009" href="http://www.petizionedonalfonso.com/wp-content/uploads/2009/05/guidabmw.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-161" title="Guida BMW 2009" src="http://www.petizionedonalfonso.com/wp-content/uploads/2009/05/guidabmw.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>A novembre in libreria al prezzo di copertina di 20 euro. Il <strong>Don Alfonso 1890</strong> a <strong>Sant’Agata sui Due Golfi</strong> (<strong>Napoli</strong>) dello chef <strong>Alfonso Iaccarino</strong> eletto Ristorante dell’Anno. 800 pagine, oltre tremila indirizzi di alberghi, ristoranti e negozi, informazioni e consigli per il tempo libero suddivisi per regione, l’edizione <strong>2009</strong> della <strong>Guida BMW</strong> si conferma come un valido strumento per chi desidera godere fino in fondo del piacere di viaggiare. Come tradizione, essa propone l’elenco aggiornato dei migliori dieci ristoranti stilato dai più famosi critici gastronomici italiani, un comodo indice alfabetico che elenca le circa 900 località censite e una specifica sezione dedicata alla rete di vendita e assistenza BMW nel Paese.</p>
<p>“Giunta alla sua 18a edizione - ha sottolineato <strong>Andrea Castronovo</strong>, Presidente e Amministratore Delegato di BMW Group Italia - la BMW Guida d’Italia si conferma strumento utile e prestigioso nel riscoprire il territorio e le località più esclusive del nostro Paese. L’opera rispecchia inoltre la nostra visione sulla mobilità sostenibile, rappresentata in ogni suo aspetto dalla filosofia EfficientDynamics, un insieme di tecnologie che, in termini di economia dei consumi e riduzioni delle emissioni, consentono di assaporare il piacere di viaggiare riducendo al contempo l’impatto sull’ambiente”.</p>
<p>Pronta a trasformare ogni viaggio in un’indimenticabile esperienza all’insegna del tipico piacere di guidare, la Guida BMW fornisce al lettore-viaggiatore dei precisi punti di riferimento ovunque si trovi e ovunque sia diretto. La nuova edizione della Guida BMW riporta infatti gli indirizzi e le valutazioni di 1.820 alberghi, 1.295 ristoranti, 22 porti turistici, segnala numerosi negozi per lo shopping e offre suggerimenti e consigli per il tempo libero. Inoltre, accanto all’elenco aggiornato dei migliori ristoranti italiani, la Guida riserva una segnalazione particolare al Don Alfonso 1890 (Sant’Agata dei Due Golfi) di Alfonso Iaccarino. Eletto Ristorante dell’Anno dopo aver incrociato le valutazioni degli esperti sui migliori dieci ristoranti d’Italia, Don Alfonso 1890 si è distinto per la capacità del suo chef di abbinare i tradizionali sapori mediterranei con accostamenti e tecniche moderne, senza dimenticare una grande attenzione alla qualità delle materie prime. Da sottolineare inoltre l’offerta della cantina, ricavata in un antico cunicolo di epoca romana, che annovera oltre 1.300 etichette di vini italiani ed esteri.</p>
<p>Curata dalla Direzione Comunicazione e P.R. di BMW Group Italia con la collaborazione di Edizioni Fotogramma, BMW Guida d’Italia 2009 è distribuita da Mondadori al prezzo di copertina di 20 euro. Sarà disponibile nelle librerie da metà novembre. In seguito sarà inserita nel welcome pack che i Concessionari BMW offrono in omaggio a tutti i clienti che abbiano sottoscritto il contratto d’acquisto di una nuova autovettura.</p>
<p>Ecco i dieci migliori in ordine alfabetico secondo la Guida Bmw 2009: 1) <strong>Baschi</strong> (TR) <strong>Vissani</strong>; 2) <strong>Canneto sull’Oglio</strong> (MN) <strong>Dal Pescatore</strong>; 3) <strong>Firenze Enoteca Pinchiorri</strong>; 4) <strong>Imola</strong> (MO) <strong>San Domenico</strong>; 5) <strong>Milano Cracco-Peck</strong>; 6) <strong>Modena Osteria La Francescana</strong>; 7) <strong>Roma La Pergola de l’Hotel Rome Cavalieri Hilton</strong>; 8 ) <strong>Rubano</strong> (PD) <strong>Le Calandre</strong>; 9) Sa<strong>nt’Agata sui due Golfi</strong> (NA) <strong>Don Alfonso 1890</strong>; 10) <strong>San Vincenzo</strong> (LI) <strong>Gambero Rosso</strong>.</p>
<p style="text-align: right;">Testo tratto dal blog : liquida.it</p>
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